Finalmente sei riuscito ad ottenere il tuo mutuo.

E’ proprio ora che si pone il grande dilemma: mutuo a tasso fisso o tasso variabile?

La scelta dipende molto dalla durata del mutuo e dalle esigenze del cliente. Prima della scelta definitiva è fondamentale sapere che oltre a queste due opzioni ci sono tante altre possibilità che spesso i clienti ignorano. Sarebbe invece fondamentale conoscerle per poter “personalizzare” la scelta e renderla più adeguata alle proprie esigenze.

 

Variabili legate ai tassi

Analizziamo di seguito tutte le molteplici variabili legate ai tassi.

  • tasso flessibile: che può essere fisso
    per un certo periodo, trascorso il quale si potrà optare per l’applicazione del
    tasso variabile vigente o per il mantenimento del fisso iniziale

 

  •  tasso variabile con CAP: un tasso variabile, leggermente più alto di quello
    standard, ma con la definizione di un “tetto massimo” oltre il quale non potrà
    arrivare, quand’anche in presenza di un aumento dei tassi che oltrepasserebbero quel limite predefinito

 

  •  tasso fisso, rapportato all’ EURIRStasso interbancario di riferimento diffuso quotidianamente dalla Federazione Bancaria Europea; parametro utilizzato come indice per i mutui ipotecari a tasso fisso, espresso in relazione al numero degli anni di ammortamento: maggiore è il numero degli anni di ammortamento del mutuo, maggiore sarà il valore dell’IRS (Interest Rate Swap).                                                                                                            (es. IRS a 3 anni = 0,5, IRS a 4 anni= 0,7, IRS a 10 anni = 0,80, IRS a 20 anni =1,30  e così via)                                                                                Sommando l’IRS al tasso applicato dalla banca, si avrà il valore effettivo del tasso fisso del mutuo

  • tasso variabile, rapportato all’EURIBOR: tasso interbancario di riferimento, diffuso quotidianamente dalla Federazione Bancaria Europea, indice utilizzato come parametro per i mutui ipotecari a tasso variabile. Sommando il valore dell’Euribor (a 3, 6, 12 mesi…) al tasso applicato dalla banca, si avrà il valore del tasso al momento della stipula, tasso che varierà ogni 3,6,12 mesi, in funzione della variazione dell’Euribor

 

 

Come si può vedere, esistono diverse possibilità di scelta nella definizione del tasso del mutuo ipotecario, mutuo casa.

Sintetizzando, si può affermare che nei periodi in cui i tassi di interesse generalmente applicati sono “bassi”, conviene optare per il tasso fisso, mentre nei periodi in cui i tassi sono “alti”, è consigliabile il tasso variabile.

 

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