Un rito assai antico, tutt’ora praticato e che coinvolge tutta la popolazione dell’Italia meridionale e soprattutto i calabresi è la preparazione dei sepolcri “u sumburcu”, i germogli di grano “u graniciaddu”. Essi sono un’ usanza tipica delle tradizioni pasquali, ideali per addobbare il Santo Sepolcro il Giovedì Santo.

 

 

1. Tradizione

2. Materiale necessario

3. Preparazione

 

 

 

La tradizione

La tradizione legata alla Pasqua vuole che :

 

  • il primo venerdì di quaresima o il primo venerdì del mese di marzo siano messi a germogliare semi di lenticchie, ceci e\o grano (simboleggia il pane) che, se usato singolarmente darà un “graniciaddu” dagli steli dritti, se invece, si aggiungono altri semi diverrà misto e con le piantine ricciolute

  • il grano va tenuto al buio (il buio simboleggia la morte di Gesù, secondo la tradizione), questo perché i germogli devono essere di un colore giallino quasi simile a quello del grano, dal quale si trae la farina e quindi l’ostia (simboleggia il corpo di Cristo)

 

Alla fine il grano germogliato dal colore chiaro e fertile ne simboleggia la resurrezione. Dunque, per rievocare questa tradizione e preparare in casa il grano santo, con il coinvolgimento dei più piccini che man mano si divertiranno a veder crescere il germoglio, basta seguire delle semplici regole.

 

 

 

Materiale necessario

– Grano

– Uno spruzzino

– Cotone idrofilo

– Contenitore con forma a piacere

– Decori a piacere

 

 

 

 

Preparazione dei germogli di grano

 

a) Immergete i semi di grano immersi in acqua per un giorno ed una notte. Trascorso il tempo richiesto inumidite il cotone idrofilo e immergetelo sul fondo del contenitore (questo può essere utilizzato di qualsiasi forma, conterrà il grano germogliato ben scolato). Adesso dovete ricoprire il contenitore con un coperchio alto e ampio, in quanto  il grano germoglierà al buio

b) Il grano andrà inumidito a giorni alterni  avvalendovi di uno spruzzino contenente acqua tiepida. Occorreranno circa 15/20 giorni e con un po’ di pazienza si realizzerà un vero e proprio capolavoro

c) Con semplici mosse ed un po’ di fantasia potrete sbizzarrirvi usando come decori fiori raccolti nel giardino di casa, in genere viole, bocche di leone, fresie e fiori di campo, o ancora, aggiungere nastri o carta crespa

d) La mattina del Giovedì Santo cosi adornato si porta in chiesa per addobbare il Sepolcro che accoglierà il Santissimo per l’Adorazione Eucaristica. Il mattino di Pasqua dopo terminata la messa si portano via i “graniciaddi”, anticamente si dividevano in pezzi e si piantavano nell’orto o nel giardino come porta fortuna e se qualche vicina non lo aveva preparato se ne dava un pezzo anche a lei come buon augurio